Il mosaico della nostra memoria

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    Leonardo Guarnotta
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    Leoluca Orlando
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    Matteo Frasca
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    Ignazio Buttitta
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    A sinistra, Massimo Francese
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    Pietro Scaglione
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    Filippo Porcelli, vicepresidente Vigliena
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    Alessandro Scarpinato
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    Ferdinando Domè
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    Salvatore De Luca e Leonardo Guarnotta
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    Danilo Maniscalco, presidente Vigliena
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Eccolo il mosaico della memoria, rinnovato nei colori e nella grafica. Perché un’immagine scolorita sa di abbandono, di ricordi sbiaditi, e l’associazione Vigliena ha voluto dare un segnale importante sostituendolo e rendendolo ben più visibile di prima. Un’ inaugurazione che è andata oltre le classiche “cerimonie” ufficiali, perché l’emozione era tangibile. Era evidente. C’era il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta,  uomo d’altri tempi, amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonché componente del pool antimafia, il pm Salvatore De Luca, il nuovo procuratore aggiunto di Palermo (è arrivato lo scorso settembre). C’erano i familiari delle vittime di mafia, come Ferdinando, figlio di Giovanni Domè, ammazzato in quella che è ricordata come la strage di viale Lazio. Era il portiere dello stabile. E c’erano Pietro, il  nipote del giudice Scaglione,  Alessio, il figlio di Lia Pipitone e Massimo, il fratello di Giuseppe Francese e figlio di Mario. C’erano  il prefetto e il questore, il sindaco di Palermo ed esponenti delle forze dell’ordine.Cittadini e istituzioni, tutti insieme, lì, sulla rampa di accesso del palazzo di giustizia, dove per un po’ le distanze si sono accorciate, dove eravamo tutti uniti sotto a quel Mosaico, sotto a quei volti che ci ricordano chi siamo e dove viviamo e quale responsabilità abbiamo verso le nuove generazioni.

 
[Foto © Fabiola Bivacqua]​